Il Museo

Il Museo comprende due edifici, entrambi a pochi metri l’uno dall’altro, tra la Chiesa e il cimitero, all’ingresso del villaggio. La maggior parte della collezione di icone e di oggetti antichi si trova nei due piani che costituiscono il cosiddetto «Museo nuovo», di più recente costituzione e maggiore capienza, mentre nell’altro edificio – più piccolo ma prima sede originaria del Museo – sono custodite sezioni supplementari della collezione.

I protagonisti dell'impresa: Padre Zosim e il villaggio di Sibiel

La creazione del Museo si deve interamente, dal punto di vista ideale, a Padre Zosim Oancea, supportato in modo altrettanto decisivo sul piano materiale dagli abitanti di Sibiel e da altri donatori.
Giunto a Sibiel, come parroco del villaggio nel gennaio 1964, Padre Oancea maturò l’idea di creare un Museo icone su vetro dopo che, nel 1965, ebbe restaurato l’antica Chiesa del villaggio, impreziosita da affreschi settecenteschi e dichiarata Monumento storico nazionale. Intenzionato ad arricchirne il patrimonio per favorirne l’inserimento in un itinerario culturale di largo interesse, nel 1969 Padre Oancea invitò gli abitanti di Sibiel a donare le icone su vetro che giacevano nelle loro abitazioni (spesso in solai bui e polverosi, quando non addirittura rovinate e a pezzi) per collocarle in un Museo di pubblico interesse. Di qui, grazie a donazioni personali degli abitanti di Sibiel e a vari acquisti, si costituì una prima collezione di icone (tra 150 e 200 opere), ospitate nella prima sede del Museo, un vecchio magazzino ubicato dietro la chiesa e completamente ricostruito tra il 1970 e il 1971. Il progressivo incremento della collezione e l’aumento di visitatori anche dall’estero indussero, grazie a donazioni internazionali (in primo luogo da parte del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra), alla realizzazione di un secondo edificio, iniziato nel 1976 e ultimato nel 1983, oggi principale sede del Museo.

Visitatori da tutto il mondo

Al ritmo odierno di circa 15 mila visitatori all’anno, provenienti da tutto il mondo, il Museo ha avuto nel corso della sua storia la visita di ospiti illustri, ad iniziare da uomini di Chiesa, come i Metropoliti di Transilvania, il vescovo anglicano Robert Runcie, poi arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana, teologi di fama mondiale come Oscar Cullmann, Jürgen Moltmann, Olivier Clément, Dumitru Stăniloae, uomini di cultura come la poetessa romena Ana Blandiana, delegazioni diplomatiche, personaggi pubblici.

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